Abbiamo inviato a tutti i candidati a sindaco che andranno al voto per le elezioni amministrative del comune di Prato del 24-25 maggio un documento in cui elenchiamo quelle che secondo noi sono le priorità del nostro territorio.
Una delega unica fra Ambiente e Sanità
Legambiente è fortemente convinta che un assessorato che unisca ambiente e salute pubblica possa essere presentato come una scelta culturale precisa: spostare l’asse dalla cura della malattia alla prevenzione attraverso le condizioni di vita.
Si tratta di un approccio che ha basi solide nell’epidemiologia moderna — il concetto di One Health e quello di determinanti ambientali della salute — e che consente di parlare ai cittadini in modo concreto e comprensibile.
La proposta è quella di unire queste due deleghe in un assessorato integrato, con un mandato esplicito: agire sui determinanti ambientali della salute prima che diventino emergenze sanitarie. È una scelta di metodo e di priorità, coerente con l’orientamento più avanzato della ricerca epidemiologica e delle politiche pubbliche europee, che da anni indicano nell’ambiente uno dei principali fattori di protezione e prevenzione — o di rischio — per la salute delle popolazioni.
Un assessorato unico per ambiente e salute pubblica significa affrontare queste questioni con strumenti coordinati: piani dell’aria che parlino anche alle ASL, politiche del verde urbano progettate anche come infrastruttura per il benessere mentale e fisico, protocolli condivisi tra monitoraggio ambientale e sorveglianza epidemiologica, interventi sul rischio idrogeologico valutati anche per le loro conseguenze sulla salute delle comunità esposte.
Superamento della ripartizione tra assessorati della delega alle questioni ambientali
Alla luce dell’esperienza realizzata durante gli ultimi tre mandati, riteniamo importante sottolineare la necessità di correggere l’approccio che ha visto la ripartizione delle tematiche connesse ai temi ambientali (energia, rifiuti, qualità dell’aria, decoro urbano, verde pubblico, gestione delle acque, mobilità sostenibile, educazione ambientale, ecc… ) su più assessorati, con la motivazione di essere una tematica trasversale.
Tale approccio infatti, derivante da una visione necessariamente interconnessa dei temi legati alla sostenibilità, ha mostrato piuttosto di indebolire l’efficacia delle azioni messe in campo sui singoli ambiti, in quanto non supportata dalla messa a terra di un organismo con funzione di punto di incontro e di pianificazione condiviso, capace di comunicare in modo efficace e coerente tra i diversi servizi coinvolti e verso la cittadinanza.
Tale approccio infatti, derivante da una visione necessariamente interconnessa dei temi legati alla sostenibilità, ha mostrato piuttosto di indebolire l’efficacia delle azioni messe in campo sui singoli ambiti, in quanto non supportata dalla messa a terra di un organismo con funzione di punto di incontro e di pianificazione condiviso, capace di comunicare in modo efficace e coerente tra i diversi servizi coinvolti e verso la cittadinanza.
A tal proposito si ribadisce altresì l’importanza di destinare alla comunicazione verso la cittadinanza una quota congrua di risorse al fine di condividere la pianificazione delle azioni da mettere in campo e di creare maggiore consapevolezza e disponibilità alla partecipazione da parte della società civile.
Le priorità per Prato secondo Legambiente
I punti di seguito elencati sono ripresi dalle proposte che Legambiente Prato ha elaborato in occasione delle elezioni amministrative del 2024. Ripresentiamo in occasione di questa tornata elettorale quasi integralmente gli stessi anche perchè, purtroppo, sono ancora estremamente attuali.
1 CULTURA DEL TERRITORIO
Il cambiamento climatico sta determinando il verificarsi di eventi meteorologici estremi gli effetti dei quali affliggono sia le aree naturali sia le aree urbanizzate con frequenza sempre maggiore. Il territorio pratese, densamente urbanizzato nella parte pianeggiante e ricco di attività economiche nel fondovalle bisentino, si scopre profondamente vulnerabile anche rispetto ad eventi “normali”, laddove una frana, ad esempio, interrompe l’asse primario della vita economica e sociale di un intero distretto. Gli studi sulla pericolosità geologica, idraulica e sismica del territorio individuano ormai da più di vent’anni le problematiche e le criticità che vengono affrontate soltanto in emergenza, a valle delle “calamità naturali”. Legambiente pensa che dalla denuncia dei problemi si debba passare all’azione per mezzo di una politica che, oltre a porsi obiettivi di lungo periodo, metta in campo risorse umane ed economiche per la manutenzione del territorio con un’ottica proattiva, lo stop al consumo di suolo, il recupero della naturalità e lo sviluppo della biodiversità.
Queste le nostre priorità:
1A. Passare dalla cultura dell’emergenza a quella della prevenzione : investire risorse umane ed economiche per la manutenzione del territorio. La politica deve scegliere ispirandosi a criteri di precauzione, sicurezza e prevenzione, senza scaricare i rischi sul prossimo futuro. Nell’ottica dell’adattamento alla crisi climatica promuoviamo iniziative volte a rendere edotta la cittadinanza sui comportamenti da adottare in caso di evento meteorologico estremo.
1B. Guardare al suolo come a una risorsa non rinnovabile, un microcosmo complesso, ricco, che deve diventare “sacro”. Recuperare, desigillare, regolare il consumo di suolo senza perdere neanche più un metro quadro di questa preziosa risorsa.
1C. Recuperare la funzione ecobiologica dei corsi d’acqua: il reticolo idrografico, oltre a svolgere il compito di accogliere le acque meteoriche, costituisce una rete di connessioni fondamentali per il consolidamento e lo sviluppo della naturalità e della biodiversità. A questo sistema lineare occorre associare anche un sistema areale di zone umide e di espansione per le acque in eccesso che possa connotare e caratterizzare anche il parco della piana. Promuoviamo l’adozione del “contratto di fiume” come strumento partecipativo per una nuova visione del corso d’acqua (trattasi di uno strumento volontario di programmazione strategica e negoziata che persegue la tutela, la corretta gestione delle risorse idriche e la valorizzazione dei territori fluviali unitamente alla salvaguardia dal rischio idraulico, contribuendo allo sviluppo locale).
2 TRANSIZIONE ECOLOGICA
La transizione ecologica deve essere priorità di ogni amministrazione. La transizione ecologica prevede in primis la decarbonizzazione. I nostri territori devono mettere in atto una vera e propria rivoluzione energetica.
Proponiamo una transizione ecologica che passi attraverso quattro priorità:
2A. Mobilità sostenibile: per una transizione dalla cultura della auto-mobilità alla mobilità delle persone diventa centrale realizzare un modello di mobilità integrato e multimodale. Continuare col lavoro di “ricucitura” della rete ciclabile e il rafforzamento della ciclabilità non solo come connessioni lente e piacevoli, ma come opportunità di un modello culturale di spostamenti casa-lavoro-servizi. La riprogettazione degli spazi urbani in questo senso ha come obiettivo quello di restituirli coraggiosamente alle persone come investimento sicuro in termini di salute e sicurezza per le persone.
Difesa e ampliamento delle Zone 30. Allargamento della pedonalizzazione del Centro Storico, comprendendo Piazza San Francesco e Piazza San Domenico.
2B. Uso razionale dell’energia e produzione da rinnovabili e CER (comunità energetiche rinnovabili); il Piano Prato Carbon Neutral 2030 è la vera sfida delle città e va sostenuto e applicato, oltre che ben comunicato. È necessario un impegno forte per facilitare la cittadinanza ad organizzarsi in CER, sostenendo l’accesso a questa modalità di consumo alle persone più fragili, contro la povertà energetica.
2C. Manifatturiero sostenibile; il distretto produttivo ha dato tanta ricchezza materiale a questa città, ma le risorse ambientali sono sotto pressione, e richiedono un consumo responsabile. L’impegno amministrativo deve rivolgersi ad uno sviluppo sempre più sostenibile delle attività produttive locali, stimolando le certificazioni di prodotto e la trasparenza delle filiere, oltre alla produzione di energie rinnovabili. Proprio i distretti industriali potrebbero essere il volano per costituire comunità energetiche.
2D. Diversificazione dell’Economia, anche attraverso la tutela del territorio e la promozione di un turismo capace di creare relazioni vere con il territorio e con gli attori che lo animano. Migliorare la qualità dello spazio pubblico, costruire un sistema di fruizione turistica interconnesso e incentivare relazioni sovracomunali, sono tutte azioni che assumono un ruolo centrale per creare un terreno fertile per il raggiungimento di questo obiettivo.
3 RIGENERAZIONE URBANA
“Le città devono essere protagoniste di una nuova ripartenza capace di ripensare l’organizzazione, la forma e le funzioni dei quartieri, il modo con cui le persone si muovono nei centri urbani, garantendo insediamenti multifunzionali e inclusivi. Le aree urbane che riescono a garantire salute, alloggi e sicurezza ai gruppi più fragili, possono contribuire al new normal, affrontando la povertà e le disuguaglianze e ricostruendo un’economia urbana”.
Le nostre priorità per il territorio pratese:
3A. Il parco agricolo della piana: la scelta dell’ampliamento dell’aeroporto di Peretola è purtroppo ancora in campo nonostante il lavoro che comitati, associazioni e molti Enti Locali hanno in questi anni svolto per dimostrare che il progetto sarebbe molto negativo per il nostro territorio. Noi crediamo che gli scali di Bologna e di Pisa rendano più che superfluo l’ampliamento e che non occorra investire sulla moltiplicazione degli scali e dei voli che hanno effetti di inquinamento a livello globale, mettendo in campo un’altra idea di sviluppo. Legambiente da anni sostiene che il progetto del Parco della Piana risponda meglio alle esigenze di qualità della vita degli abitanti della Piana, e che questa opzione oltre ad essere assolutamente incompatibile con uno scalo aeroportuale ampliato possa essere volano di sviluppo del territorio e fonte di produzione di cibo sano a km zero.
3B. Aree produttive degradate, dismesse o sottoutilizzate: in questi ambiti diventa fondamentale mettere al primo posto politiche di rigenerazione urbana, non solo per il raggiungimento di uno sviluppo sostenibile, ma anche come opportunità per la lotta al consumo di suolo. Pensare per queste aree al recupero, a processi di rioccupazione e a restituire al territorio nuovi spazi di valore ed opportunità sociale, economica e ambientale.
3C. Biodiversità urbana: approccio integrato ONE HEALTH per valorizzare la biodiversità delle aree verdi urbane, per un funzionamento più equilibrato dell’ecosistema e per la conservazione delle specie animali e vegetali. Per promuovere la biodiversità urbana, è necessario proteggere gli spazi verdi esistenti, creare nuovi habitat, sensibilizzare e adottare
politiche urbane sostenibili. Proseguimento nelle azioni di forestazione urbana e pianificazione integrata della manutenzione delle azioni già messe in atto (consulta del verde/gruppo GREEN). Istituzione della figura del Manager del Verde Urbano sulla scia di modelli analoghi già presenti in diverse città europee.
3D. Il parco dell’ex ospedale: Riteniamo che il progetto del parco vada difeso tenacemente. Un’area libera di quella estensione, in centro storico, è un privilegio irrinunciabile, un progetto di recupero di suolo che esprime un’idea di città in cui non ci sia l’ossessione del mattone e del parcheggio.
4 ECONOMIA CIRCOLARE
Adottare politiche urbane che facilitino l’affermarsi della circolarità sulla linearità.
Le priorità:
4A. Accompagnare la vocazione del territorio, valorizzando le competenze che esprime nel campo del riciclo, e dotandolo degli “strumenti” per attuarlo; spingere alla circolarità l’edilizia, che ancora genera troppi rifiuti speciali destinati a discarica.
4B. Chiedere l’applicazione della tariffa puntuale, come acceleratore di raccolta differenziata, che dia impulso al mercato delle materie prime seconde, specie quelle utili alle attività economiche principali del distretto.
4C. Rafforzare il ruolo delle scuole e delle specializzazioni offerte in questo campo, per produrre le eccellenze di cui c’è bisogno per progredire.
5 CULTURA DELL’AMBIENTE E DELLA PACE
Consci che la crisi che ci stiamo trovando ad affrontare sia ambientale, sociale ed economica e che non c’è giustizia ambientale senza giustizia sociale ed economica incentiviamo fortemente, come via di uscita dalla crisi e nuova strada da intraprendere per il territorio pratese, percorsi volti alla creazione di una cultura di pace, fratellanza e inclusione anche attraverso le seguenti priorità:
5A. Educazione alla sostenibilità e alla cittadinanza attiva: iniziative di volontariato ambientale attraverso il coinvolgimento di scuole, università, associazioni, comitati nella cura e nella pulizia di aree verdi cittadine; promozione di campagne su mozziconi e deiezioni.
5B. Educazione ambientale in tutte le scuole di ogni ordine e grado, promozione dei Patti Educativi di Comunità, valorizzazione dell’insegnamento dell’educazione civica in un continuo e costruttivo dialogo tra scuola, istituzioni, associazioni, enti locali e cittadinanza.
